Gino Severini - Guida alla Valutazione

Quanto vale un’opera di Gino Severini
Gino Severini, Dinamismo di una danzatrice, Ballerina di Chahut, 1912, olio su tela cm 60x45, Jucker Collection Pinacoteca di Brera, Milano
Gino Severini, La modiste, 1910:1911, olio su tela - Philadelphia Museum of Art
Gino Severini, La modiste, 1910:1911, olio su tela - Philadelphia Museum of Art

Quanto vale un’opera di Gino Severini?

Valutazione, quotazioni e perizia delle opere di Gino Severini

Molti collezionisti e proprietari di opere d’arte si chiedono quanto vale un’opera di Gino Severini e quali siano oggi le quotazioni delle sue opere sul mercato internazionale. Per comprendere il valore delle opere dell’artista è necessario analizzare i diversi momenti della sua carriera e osservare l’andamento delle vendite nelle principali aste internazionali.

Gino Severini (Cortona 1883 – Parigi 1966) è stato uno dei protagonisti dell’arte europea del Novecento e una figura centrale nel dialogo tra la cultura artistica italiana e quella francese. Dopo gli esordi a Roma sotto l’influenza di Giacomo Balla, con il quale approfondisce la tecnica divisionista, Severini si trasferisce a Parigi entrando in contatto diretto con l’ambiente delle avanguardie artistiche internazionali.

Nel 1910 aderisce al Futurismo, diventando uno dei protagonisti del movimento insieme a Balla, Boccioni, Carrà e Russolo. A differenza di molti altri futuristi italiani, Severini vive stabilmente a Parigi e svolge un ruolo fondamentale di collegamento tra la cultura artistica italiana e quella francese.

Nel corso della sua carriera attraversa diverse fasi stilistiche: dal divisionismo iniziale, al periodo futurista, fino alla fase neoclassica del primo dopoguerra e alle ricerche neocubiste e astratte degli ultimi decenni.

Comprendere queste trasformazioni è fondamentale per stabilire quanto può valere oggi un’opera di Gino Severini.

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Se invece desideri una panoramica generale sulle quotazioni e sui valori di mercato delle sue opere, questa guida fa per te.

Record d’asta e andamento del mercato di Gino Severini

Per comprendere davvero quanto vale un’opera di Gino Severini è utile analizzare i risultati ottenuti nelle principali aste internazionali.

Il record assoluto di vendita per l’artista è stato registrato nel 2008 quando il dipinto Danseuse del 1915, olio su tela di cm 100×81, è stato venduto per 19.037.303 euro. Si tratta di una delle opere più iconiche del periodo futurista dell’artista.

Analizzando la classifica dei dieci migliori risultati di vendita di sempre, emerge con grande chiarezza come otto opere su dieci siano state realizzate tra il 1912 e il 1916, a dimostrazione del fatto che il periodo più ricercato dai collezionisti è proprio quello futurista.

Al nono e decimo posto della classifica compaiono invece due dipinti appartenenti al periodo prefuturista parigino. Tra questi troviamo Paesaggio di Civray del 1908, una grande tela di cm 114×195 venduta nel 2007 per 1.558.859 euro, e Printemps à Montmartre, dipinto su tela di cm 72×60 venduto nel 1989 per 1.285.376 euro.

Ottimi risultati di mercato si registrano anche per alcune opere appartenenti alla fase più tarda della produzione dell’artista. Un esempio significativo è il dipinto Danseuse del 1957, una tela di cm 123×92 venduta nel 2015 per 1.010.164 euro, che rappresenta il tredicesimo miglior risultato di vendita per Severini.

Diversa è invece la situazione per le opere appartenenti al periodo neoclassico e metafisico del primo dopoguerra. Il miglior risultato registrato per questa fase è rappresentato dal dipinto Contrastes de matières vivantes del 1931, una tela di cm 130×89 venduta nel 2008 per 400.000 euro, risultato che si colloca al quarantasettesimo posto nella classifica generale delle vendite dell’artista.

Questi dati dimostrano come il mercato continui a privilegiare soprattutto le opere appartenenti al periodo futurista.

Quotazioni dei dipinti di Gino Severini

Per stabilire quanto vale un dipinto di Gino Severini è fondamentale considerare il periodo di realizzazione dell’opera, oltre alle dimensioni, alla tecnica e allo stato di conservazione.

Come abbiamo visto analizzando i record d’asta, il periodo più ricercato dai collezionisti è quello futurista, sviluppato tra il 1910 e il 1920. Al di là dei record, i dipinti realizzati in questi anni possono avere quotazioni che oscillano generalmente tra 40.000 euro e 2.000.000 di euro.

Subito dopo troviamo i dipinti appartenenti al periodo divisionista, precedente all’adesione al futurismo. Queste opere, realizzate fino al 1910 e spesso influenzate dalla tecnica appresa da Giacomo Balla, possono avere valutazioni comprese tra 10.000 euro e 300.000 euro.

Molto interessanti dal punto di vista del mercato sono anche i dipinti realizzati da Severini tra gli anni Quaranta e Sessanta, quando l’artista torna a confrontarsi con strutture formali vicine al cubismo e al futurismo. I dipinti appartenenti a questo periodo neocubista o neofuturista possono avere quotazioni comprese tra 8.000 euro e 300.000 euro.

Infine troviamo i dipinti realizzati durante il periodo neoclassico e metafisico, sviluppato tra il 1921 e i primi anni Quaranta. Nonostante la grande raffinatezza stilistica di questa fase, il mercato tende a privilegiare altri momenti della carriera dell’artista. In media queste opere possono avere quotazioni comprese tra 9.000 euro e 150.000 euro.

Quotazioni delle opere su carta di Gino Severini

Accanto alla pittura, Gino Severini ha realizzato nel corso della sua carriera un importante corpus di opere su carta, tra disegni, studi preparatori e tecniche miste.

Il record assoluto di vendita per un’opera su carta di Severini è stato registrato nel 2014 quando il carboncino su carta Étude pour Autoportrait au canotier, di dimensioni 65,7 × 53,2 cm, è stato venduto per 3.799.892 euro.

Come per i dipinti, anche in questo caso il periodo più ricercato dai collezionisti è quello futurista, sviluppato tra il 1910 e il 1919. Le opere su carta realizzate in questi anni possono avere quotazioni comprese tra 6.000 euro e 900.000 euro, a seconda della tecnica, delle dimensioni e dello stato di conservazione.

Subito dopo troviamo le opere su carta appartenenti al periodo divisionista, realizzate prima del 1910. Il record di vendita per questa categoria è stato stabilito nel 2018 quando il pastello su carta Autoportrait à la pipe del 1908 è stato venduto per 494.523 euro. In media queste opere presentano quotazioni comprese tra 2.500 euro e 200.000 euro.

Un’altra fase significativa della produzione grafica dell’artista è quella sviluppata tra gli anni Quaranta e Sessanta, quando Severini torna a confrontarsi con forme vicine al cubismo e al futurismo. Le opere su carta di questo periodo possono avere quotazioni comprese tra 500 euro e 100.000 euro.

Infine troviamo le opere su carta appartenenti al periodo neoclassico e metafisico, sviluppato tra il 1921 e i primi anni Quaranta. In media queste opere presentano valutazioni comprese tra 400 euro e 80.000 euro.

Quotazioni delle Sculture e delle Opere Grafiche di Gino Severini

Nel corso della sua carriera Gino Severini si è confrontato anche con altre tecniche artistiche, realizzando diverse opere grafiche e alcune sculture.

Per quanto riguarda la produzione grafica, l’artista ha realizzato numerose litografie, incisioni e serigrafie. Il record di vendita per un’opera grafica di Severini è stato registrato nel 1987 quando una coppia di pochoir intitolata Fleurs et masques è stata venduta per 24.776 euro. Al di là dei record d’asta, le opere grafiche dell’artista presentano generalmente quotazioni comprese tra 200 euro e 1.500 euro.

Severini si è dedicato anche alla produzione di sculture, sebbene in modo meno frequente rispetto alla pittura. In particolare si è cimentato nell’arte del mosaico e, più raramente, nella modellazione del bronzo e della ceramica.

Il record di vendita per una scultura dell’artista risale al 2000 quando l’opera Giano bifronte del 1962 è stata venduta per 26.386 euro. In media le sculture di Gino Severini presentano quotazioni comprese tra 3.000 euro e 10.000 euro.

Conclusione

Il mercato di Gino Severini è oggi tra i più solidi e internazionali per quanto riguarda gli artisti italiani del primo Novecento. Le opere appartenenti al periodo futurista rappresentano il momento più ricercato dai collezionisti e continuano a registrare i risultati più importanti nelle aste internazionali.

Comprendere quanto vale un’opera di Gino Severini significa analizzare attentamente il periodo di realizzazione, la tecnica utilizzata, la qualità dell’opera e il suo stato di conservazione.

Una perizia professionale consente di stabilire una valutazione attendibile basata sull’analisi delle vendite in asta e sulle caratteristiche specifiche dell’opera.

Se possiedi un’opera di Gino Severini e desideri conoscere la sua quotazione aggiornata, una valutazione professionale può aiutarti a comprendere il valore reale dell’opera e a gestire al meglio il tuo patrimonio artistico.

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