Carlo Carrà - Guida alla Valutazione
Quanto vale un’opera di Carlo Carrà
Valutazione, quotazioni e perizia delle opere di Carlo Carrà
Molti collezionisti e proprietari di opere d’arte si chiedono quanto vale un’opera di Carlo Carrà e quali siano oggi le quotazioni delle sue opere sul mercato internazionale. Per rispondere a questa domanda è necessario analizzare i diversi momenti della carriera dell’artista e l’andamento delle vendite nelle principali aste.
Carlo Carrà (Quargnento 1881 – Milano 1966) è stato uno dei protagonisti assoluti dell’arte italiana del Novecento. Nel corso della sua carriera attraversò alcune delle principali avanguardie artistiche del secolo, passando dal divisionismo al futurismo, fino alla pittura metafisica e a una fase successiva più personale e figurativa.
La fase iniziale della sua produzione, sviluppatasi tra i primi anni del Novecento e il 1910, è caratterizzata da una pittura di impronta divisionista. In questi anni Carrà affronta spesso temi sociali e scene legate alla vita del lavoro e della città.
Nel 1910 l’artista firma il Manifesto dei pittori futuristi, diventando uno dei cinque protagonisti storici del movimento insieme a Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini e Luigi Russolo. In questo periodo realizza opere dedicate alla rappresentazione del movimento, della velocità e dell’energia della modernità.
Nel 1916, durante un ricovero a Ferrara, Carrà incontra Giorgio de Chirico e Filippo de Pisis. Da questo incontro nasce la sua stagione metafisica, una delle più importanti e influenti della sua carriera.
A partire dal 1922 l’artista abbandona progressivamente la pittura metafisica per sviluppare una ricerca figurativa più personale. Questa fase, spesso definita periodo trascendente, è caratterizzata da una pittura più meditativa e poetica, in cui il paesaggio e la figura assumono una dimensione quasi sospesa.
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Se invece desideri una panoramica generale sulle quotazioni e sui valori di mercato delle sue opere, questa guida fa per te.
Record d’asta e andamento del mercato di Carlo Carrà
Per comprendere davvero quanto vale un’opera di Carlo Carrà è utile osservare i risultati ottenuti nelle principali aste internazionali.
Il record assoluto di vendita per un’opera dell’artista è stato registrato nel 2014 quando il dipinto metafisico Solitudine del 1917 è stato venduto da Christie’s per 3.769.000 euro.
Il secondo e il terzo miglior risultato appartengono invece al periodo figurativo degli anni Venti. Il dipinto I Dioscuri del 1922 è stato venduto nel 2005 per 840.000 euro, mentre L’attesa del 1926 ha raggiunto 953.000 euro.
Questi risultati dimostrano come il mercato premi in modo particolare le opere del periodo metafisico e della prima fase figurativa successiva.
Per quanto riguarda il periodo prefuturista divisionista, il miglior risultato è rappresentato dal dipinto Scaricatore di porto del 1906, una grande tela venduta da Christie’s nel 2005 per 476.000 euro.
Il risultato più significativo per il periodo futurista è invece La notte del 20 gennaio 1915 sognai questo quadro: angolo, tecnica mista su carta del 1914 venduta da Sotheby’s nel 1990 per 371.000 euro.
Quotazioni dei dipinti di Carlo Carrà
Per stabilire quanto vale un dipinto di Carlo Carrà è fondamentale considerare il periodo di realizzazione, oltre alle dimensioni, alla tecnica utilizzata e allo stato di conservazione.
Durante il periodo divisionista, sviluppato tra i primi anni del Novecento e il 1910, Carrà realizza opere oggi piuttosto rare sul mercato. Un dipinto appartenente a questa fase può avere valutazioni comprese tra 3.000 euro e 200.000 euro, a seconda dell’importanza e della qualità dell’opera.
Tra il 1910 e il 1915 l’artista attraversa la stagione futurista, realizzando opere particolarmente sperimentali. I dipinti di questo periodo sono molto ricercati dai collezionisti e compaiono raramente sul mercato. Un dipinto futurista su tela o tavola può avere in media una quotazione compresa tra 10.000 euro e 200.000 euro.
Particolarmente apprezzata dal mercato è la produzione del periodo metafisico, sviluppatasi tra il 1916 e il 1921. I dipinti di questa fase rappresentano uno dei momenti più importanti della carriera dell’artista e possono raggiungere valutazioni comprese tra 20.000 euro e 500.000 euro.
Successivamente, nel periodo figurativo degli anni Venti, spesso definito periodo trascendente, Carrà sviluppa uno stile più personale e meditativo. I dipinti realizzati in questa fase possono avere quotazioni comprese tra 7.000 euro e 200.000 euro.
Quotazioni delle opere su carta di Carlo Carrà
Nel corso della sua carriera Carlo Carrà ha realizzato anche un importante corpus di opere su carta, tra disegni, studi preparatori e composizioni autonome.
Come accade per i dipinti, anche in questo caso il valore dipende fortemente dal periodo di realizzazione e dalla qualità dell’opera.
Durante la fase divisionista, i disegni dell’artista possono presentare valutazioni comprese tra 2.000 euro e 80.000 euro, a seconda delle dimensioni e della tecnica utilizzata.
Nel periodo futurista, Carrà realizza opere su carta molto ricercate dai collezionisti, con quotazioni che oscillano generalmente tra 2.000 euro e 100.000 euro.
Anche nel periodo metafisico la produzione su carta è molto apprezzata dal mercato. In questi casi le valutazioni possono collocarsi tra 3.000 euro e 100.000 euro.
Per quanto riguarda infine il periodo figurativo degli anni Venti, le opere su carta possono avere quotazioni generalmente comprese tra 2.000 euro e 90.000 euro, a seconda della qualità e dell’importanza del lavoro.
Quotazioni delle opere grafiche di Carlo Carrà
Carlo Carrà si è confrontato nel corso della sua carriera anche con l’arte grafica, realizzando litografie e incisioni che testimoniano la sua grande capacità di sintesi formale e la sua attenzione per il segno.
Il record di vendita per un’opera grafica di Carlo Carrà è stato registrato nel 2006 quando la cartella completa Segreti, composta da dieci litografie dell’artista, è stata venduta per 6.500 euro.
Al di là dei record d’asta, Carrà ha prodotto nel corso della sua attività numerose opere grafiche, spesso di grande qualità, che oggi costituiscono una parte interessante e accessibile della sua produzione artistica.
In media, le opere grafiche di Carlo Carrà presentano quotazioni che oscillano generalmente tra 200 euro e 1.000 euro, a seconda della tecnica utilizzata, della tiratura e dello stato di conservazione dell’opera.
Conclusione
Il mercato di Carlo Carrà è oggi tra i più importanti per quanto riguarda la pittura italiana del Novecento. Le opere del periodo metafisico e della successiva fase figurativa degli anni Venti sono tra le più ricercate dai collezionisti e rappresentano uno dei momenti più significativi della storia dell’arte italiana.
Comprendere quanto vale un’opera di Carlo Carrà significa valutare diversi fattori, tra cui il periodo di realizzazione, la tecnica utilizzata, le dimensioni, lo stato di conservazione e il contesto storico dell’opera.
Una perizia professionale consente di stabilire una valutazione attendibile e riconosciuta, basata sull’analisi delle vendite in asta e delle caratteristiche specifiche dell’opera.
Se possiedi un’opera di Carlo Carrà e desideri conoscere la sua quotazione aggiornata, una valutazione professionale può aiutarti a comprendere il valore reale dell’opera e a gestire al meglio il tuo patrimonio artistico.
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