Furto Antonello Da Messina

Antonello da Messina opere d'arte rubate

Il furto degli Antonello da Messina: quanto valgono davvero le opere rubate?

Una stima comparativa a cura di Giovanni Damiani, Perito Esperto d’Arte

Nella sera di Ferragosto 2026, tra le 20 e le 21, quattro ladri sono entrati nel MuMe — il Museo regionale interdisciplinare “Accascina” di Messina — forzando le sbarre di un cancello sul retro dell’edificio. In pochi minuti hanno divelto la teca blindata che proteggeva le opere più preziose della collezione e sono fuggiti portando via tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio (1473) e una tavoletta bifronte di poco più antica, raffigurante la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà. Le altre due tavole del polittico (il San Gregorio Magno e il San Benedetto) sono state ritrovate abbandonate fuori dal museo. A dare l’allarme non è stato il personale — quattro custodi erano presenti — ma un passante.

Da giorni si parla del furto su ogni testata nazionale, ma nessun articolo si è ancora spinto a quantificare il valore del bottino. Come perito, ho provato a farlo, con un metodo comparativo che spiego per intero qui sotto — numeri compresi.

Il valore delle opere rubate

Opera Dimensioni Stima di valore
Madonna del Rosario in trono (pala centrale, Polittico di San Gregorio) 129×76 cm €49-59 milioni
Angelo Annunciante (Polittico di San Gregorio) 65×62 cm €30-37 milioni
Madonna Annunciata (Polittico di San Gregorio) 65×65 cm €31-38 milioni
Tavoletta bifronte (Madonna col Bambino / Cristo in Pietà) 16×11,9 cm €9,5-10 milioni
Totale quattro opere €120-143 milioni

Il metodo: come sono arrivato al valore del furto

Antonello da Messina è uno degli artisti più rari del mercato dell’arte: il corpus delle sue opere autografe riconosciute a livello mondiale conta circa 40 pezzi, quasi tutti già in musei pubblici. Questa rarità rappresenta il primo ostacolo nel redigere una perizia di stima del valore: le perizie si basano normalmente sul confronto con aggiudicazioni recenti di opere simili, ma in mancanza di un mercato liquido e di vendite recenti, l’impresa si complica. Ci baseremo quindi sull’unico dato di mercato certo disponibile: il 5 febbraio 2026 l’Ecce Homo di Antonello da Messina (con San Girolamo penitente sul verso, tavola di 20×15 cm), ritirato dall’asta serale Old Masters di Sotheby’s New York, è stato acquistato dal Ministero della Cultura italiano in trattativa privata per 12,76 milioni di euro (14,9 milioni di dollari, cambio del 24 agosto 2026) — nuovo record per l’artista. Da questo dato ricaviamo il coefficiente d’artista di Antonello da Messina, ovvero €36.458 (12.760.000 € diviso [(20+15) × 10]).

Applicando questo coefficiente, il valore grezzo delle singole opere rubate sarebbe di circa €74,7 milioni per la Madonna del Rosario in trono (129×76 cm), €46,3 milioni per l’Angelo Annunciante (65×62 cm), €47,4 milioni per la Madonna Annunciata (65×65 cm) ed €10,2 milioni per la tavoletta bifronte (16×11,9 cm) — un totale grezzo di circa €178,6 milioni.

Questi valori però andranno corretti tenendo conto di quattro fattori qualitativi:

  1. Attribuzione e documentazione: fattore a favore. Il Polittico di San Gregorio è un’opera museale la cui attribuzione ad Antonello da Messina è certa e documentata da pubblicazioni susseguite nei secoli. Questo è un livello di certezza raramente riscontrabile sul mercato dei rinascimentali, dove gran parte delle attribuzioni resta discussa. Per la certezza attributiva e lo status di capolavoro museale, applico un premio del +10% rispetto al valore grezzo.
  2. Soggetto e importanza iconografica: la pala centrale, opera pubblica da commissione monastica, è compositivamente più ambiziosa di una tavoletta da devozione privata — ma si rivolge a un bacino di acquirenti più ristretto (istituzioni, musei) rispetto al collezionismo privato che scalda il mercato delle tavolette.
  3. Stato di conservazione: fattore penalizzante. Il Polittico ha subito il terremoto di Messina del 1908, restauri ottocenteschi abrasivi e uno smembramento storico — condizioni che a mio avviso comportano un abbattimento del 20-30% rispetto al valore da coefficiente. 
  4. Liquidità di mercato: fattore penalizzante. Le opere rubate sono beni vincolati ai sensi del Codice dei Beni Culturali: una perizia di questo tipo deve comunque ipotizzare un valore di vendita, pur trattandosi di un esercizio teorico — essendo proprietà statali, non potrebbero mai essere realmente cedute. Ma anche in questo scenario ipotetico, la vendita resterebbe vincolata al solo territorio italiano: un bacino di collezionisti molto più ristretto rispetto al mercato internazionale che genera le aste record per Antonello, e di conseguenza un prezzo raggiungibile più basso — da cui uno sconto del 10-15% rispetto al valore da coefficiente. 

 

Ora si tratta di applicare i bonus e malus ai valori da coefficiente che avevo indicato sopra. Il premio del +10% (punto 1), lo sconto per stato di conservazione — solo sulle tre tavole del polittico (punto 3) — e quello per liquidità di mercato, su tutte e quattro le opere (punto 4), si ottiene la stima riportata nella tabella di apertura: tra 120 e 143 milioni di euro per le quattro opere, a seconda di quanto si pesano i fattori 3 e 4.

Cosa significa davvero questo numero

Centoventi, centoquaranta milioni di euro: qualunque punto della forbice si prenda, la sera di Ferragosto Messina non ha perso solo quattro tavole — ha perso qualcosa che il mercato dell’arte non aveva mai dovuto misurare prima. Resta una stima personale, costruita con un metodo comparativo standard in ambito peritale, non una perizia assicurativa ufficiale né un valore legalmente vincolante. Ma è la misura più rigorosa oggi possibile di ciò che è stato sottratto alla collettività: un patrimonio che, vincolato allo Stato italiano, non avrà mai davvero un prezzo — solo un valore.

Leggi anche: Quanto valgono davvero le opere rubate alla Fondazione Magnani Rocca? — la mia stima sul furto del Renoir, del Matisse e del Cézanne sottratti alla fondazione parmense, valutati complessivamente intorno ai 10,5 milioni di euro.